Venerdi 17 giugno ore 21.00
Nema problema ("nessun problema"), insieme a Dobro ("va bene"), sono le uniche due espressioni in croato che il protagonista del racconto impara in anni di guerra.
Non c'è problema se ti sparano i cecchini, se attraversi un pioppeto zeppo di corpi dilaniati, se a casa, in Italia, la stampa parla di "lievi scontri".
Nessun problema è un mantra, una bugia che si ripete davanti all'orrore.
S. a ventitrè anni, va a riprendere i suoi nonni materni che vivono a Zagabria perchè, si dice alla televisione, sta iniziando la guerra e ci sono dei "lievi scontri". Nel 92, è un ragazzino milanese che gravita intorno alla Statale e al Leoncavallo, un "bauscia", come si definisce, e ci va spavaldo, portandosi dietro la macchina fotografica.
Ma quando arriva in Croazia e si ritrova in mezzo a un bombardamento aereo, capisce che siamo in piena guerra civile e che in Italia le notizie vengono censurate.
GIAMPIERO JUDICA recita con il corpo, oltre che con la voce: gli occhi lucidi confondono il pubblico, le mani sono solcate da vene profonde, le tempie pulsano.
Tocca al teatro scatenare riflessioni su questo. Uno dei problemi della guerra è che la si dimentica.
Il teatro, invece, può ricordarcela. Attraverso un viaggio interiore.
Un'ora e venti di assolo in un teatro spoglio, illuminato da neon che si spengono mano a mano che ci si addentra nella storia e nelle atrocità. Elementi che mantengono alta la tensione dall'inizio al finale improvviso - in chiusura un accenno a Charlie Parker, sassofonista morto giovane, autodistrutto.
07/07/2022 ore 18.30 un’iniziativa di Allemandi editore e Atipografia
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